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La storia delle osmize è questa: nel 1784, l'Imperatrice Maria Teresa d’Austria autorizzò i contadini a vendere vino, mosto di frutta e generi alimentari vari, che fossero però esclusivamente prodotti da loro stessi. La concessione di vendita durava per periodi di otto giorni consecutivi (la parola osmiza infatti deriva da osmen, che in sloveno significa otto) o multipli di otto durante tutto l'arco dell'anno, anche più volte nel corso dello stesso anno, lasciando alla discrezione dei proprietari la scelta di orari e prezzi.

Le osmize si trovano per lo più sul Carso e sono luoghi di aggregazione tipicamente triestini.

Non sono agriturismi, né ristoranti. Sono locali a conduzione familiare, aperti solo per poche settimane all’anno, durante le quali offrono a prezzi modici salumi, formaggi e vini da loro prodotti.

L'osmiza aperta veniva e viene tuttora indicata con una frasca in bella vista lungo la strada e sulla casa dove si vendono i prodotti. “Andar per frasche”, in triestino, significa infatti andare in osmiza.

Le osmize presenti sul Carso sono circa 120. L'orario e la loro apertura sono fortemente variabili: è caldamente consigliato chiamare prima per controllarne l'apertura oppure mettere in conto di fare qualche giro in più in Carso, in cerca della frasca.

Su questo sito sono riportate le osmize aperte giorno per giorno.